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FEEL

FEEL (fast emotional elaboration and liberation – Elaborazione e liberazione emozionale rapida)

 

Un individuo con una fobia specifica prova una paura eccessiva rispetto ad un oggetto o ad una situazione (DSM-IV Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders). L Anche se l’oggetto o la situazione non sono di per sé pericolosi, tuttavia la persona reagisce in genere come se lo fossero. Le persone colpite tendono, quindi, ad evitare attivamente ogni contatto diretto con quegli oggetti o situazioni, e in casi gravi, persino a parlarne o immaginarli.

 

La persona che si imbatte nell’oggetto della sua fobia mostrerà segni di timore o di disagio. In alcuni casi si può verificare anche un attacco di panico. Nella maggior parte dei casi,  la persona è consapevole del tipo di fobia, ma comunque l’ansia e il meccanismo di evitamento sono difficili da controllare e possono notevolmente ostacolare il normale funzionamento dell’individuo e persino la sua salute.

 

Le fobie specifiche sono molto comuni e spesso iniziano durante l'infanzia o l'adolescenza, e continuano in età adulta. I tassi di incidenza delle fobie specifiche su campioni di comunità oscillano tra il 4% e l'8%. Misurati nel corso di un’intera vita, i tassi di incidenza su campioni di comunità vanno dal 7,2% all’11,3%.

 

Se delle fobie specifiche si instaurano nell’adolescenza, è molto probabile che persistano anche all’inizio dell’età adulta. E se queste non vengono trattate, diventano croniche. Inoltre, un individuo a cui sia stata diagnosticata una fobia specifica ha maggiori probabilità di sviluppare ulteriori fobie nella prima età adulta.

 Una fobia specifica scatena molto stress ed ostacola in modo significativo l’individuo che ne è colpito. Quindi, la diagnosi e il trattamento precoce anche di forme lievi di fobie specifiche è fondamentale per prevenire l’instaurarsi di casi conclamati di malattia ed ulteriori complicazioni psicologiche e fisiche.

 

Il metodo FEEL parte dal presupposto che la causa della fobia specifica risieda nell’esperienza traumatica che continua a governare la risposta della persona nel momento presente. Queste esperienze possono essere rappresentate da grandi traumi derivanti da un disturbo post-traumatico da stress (PTSD)- una condizione caratterizzata da insonnia, ansia e fobie- oppure da traumi meno rilevanti che hanno un impatto meno drammatico ma comunque negativo sulla personalità e il comportamento. Ogni evento traumatico ha un processo di apprendimento. Per completare il processo si dovrà passare attraverso quattro fasi, che sono simili al processo digestivo. Queste quattro fasi sono: digestione,assorbimento, metabolizzazione   e  assimilazione. Quando lo stress viene vissuto può rimanere bloccato nel sistema informativo associato con l’immagine originaria, compresi i suoni, i pensieri, i sentimenti e le sensazioni corporee. La persona si sente emotivamente bloccata e ciò impedisce che avvenga l’apprendimento. Il sistema informativo associato è la rete di memoria che coinvolge una parte specifica del corpo invischiata in quella particolare esperienza. L’evento è caratterizzato dalla produzione di un’attività elettromagnetica molto specifica per quell’esperienza che va ad attivare una particolare parte del cervello, un organo specifico o una particolare area del corpo fisico che è collegata alla rete energetica conosciuta dalla medicina tradizionale cinese come meridiano. La rete di memoria tra la psiche, il cervello, il corpo e l’energia del campo elettromagnetico è nota come un corto circuito psico-neuro-somatoenergetico. Pensieri, immagini, emozioni e sensazioni collegate al trauma che è legato in questo cortocircuito sono considerati stimoli condizionanti.

 

Esperienze ripetute attraverso incubi e flashback, o addirittura stimoli innocui che erano presenti al momento del trauma, rinforzano le reazioni somatiche e si crea una specie di corazza psichica. In questo modo il trauma viene messo in memoria.

 

La rete di memoria del cortocircuito psico-neuro-somatoenergetico potrebbe essere sollecitata continuamente e l’individuo finisce per sentirsi emotivamente bloccato ed impossibilitato a proseguire il cammino d’apprendimento. I meccanismi di difesa agiscono creando distorsioni del trauma in modo da renderlo accettabile, oppure attraverso blocchi inconsci, così che la vera causa del terrore traumatico viene registrata nella memoria implicita e può essere liberata da uno stimolo condizionato legato ad una precedente situazione di pericolo e che per lo più lo stimolo condizionato trasforma nell’oggetto della fobia. L’attivazione di una parte di questo cortocircuito ad opera di un qualsiasi stimolo potrebbe attivare tutta la rete di memoria che affiora sotto forma di pensieri, immagini, emozioni, sensazioni, legati al trauma.

 

Lo sviluppo di una fobia specifica e il momento in cui si manifesta può essere influenzato da una varietà di fattori: il contesto familiare, la predisposizione genetica, le variazioni negli aspetti socio-culturali e lo stress.

 

Lo scopo del metodo terapeutico FEEL e quello di aprire questo corto circuito e di completare il processo di apprendimento relativo al trauma passato.

 

 


 

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